Puttanificio Parlamentare

Il mercato delle vacche a due gambe, nel Parlamento italiano, è stato ingenuamente permesso da Fini che, per non dispiacere a Napolitano che gli aveva chiesto, un mese fa, di spostare la data della fiducia a metà dicembre, ha acconsentito alla dilazione, permettendo così agli italiani di assistere a questo edificante mercimonio.
Su tutti, l’esempio di Guzzanti padre, che dopo aver ripudiato Berlusconi oggi probabilmente voterà la fiducia al governo. Perchè? Semplice. A metà del prossimo anno gli scadrà il contratto  di collaborazione con “Il Giornale” (di proprietà della famiglia Berlusconi), che gli rende 7000,000 euro al mese…
La massa degli “spostati”, che fa parte di quella maggioranza di “signor nessuno” che improvvisamente anima quel Parlamento popolato da oltre cento tra condannati ed inquisiti, ora si agita, si interessa, si consulta; occhi ed orecchie aperte, adrenalina alle stelle e dignità alle stalle.
Ma ora, forse, anche gli italiani che avevano votato B. si stanno accorgendo che l’omuncolo aspirava alla posizione in cui è solo per salvaguardare i propri interessi economici e per sfuggire alla Magistratura; tre, infatti, i procedimenti ancora a suo carico (oltre a quelli in cui è stato prescritto): Mediaset, Mills e appropriazione indebita.
Quarantuno le leggi “ad personam” che in 16 anni gli hanno confezionato i suoi avvocati-parlamentari a libro paga.
Ma altri non stanno meglio. Fini e Casini, per esempio, colpevoli di avere avallato le scelte di B. ed ora considerati i salvatori della Patria. Troppo tardi. I danni che l’Italia ha subito in questi tre lustri sono anche loro responsabilità; avrebbero dovuto prendere subito le distanze dal caimano e dal suo modo illiberale, personale e totalitario di gestire la Nazione . 
Nemmeno l’opposizione è esente da pesanti responsabilità: non ha saputo o voluto, quando ha governato, mettere a punto una legge seria sul conflitto d’interessi ed a modificare quella elettorale.
Senza programmi di rilievo, con pochissime idee e con leader evanescenti, l’opposizione si è dimostrata inefficiente, incapace di offrire vere alternatice, e a volte accondiscendente con le schifezze proposte da B. e dai suoi manutengoli-rumenta.
Non crediamo che da oggi cambi sul serio qualcosa. Fiducia o non fiducia, si andrà avanti ancora un bel pezzo con la marmellata acida e stantìa che abbiamo dovuto deglutire a forza negli ultimi quandici anni (oddio, non che prima, con Craxi & Co., fosse stata dolce e succosa!).
B. non è più presentabile e se non lo farà prima qualcun’altro, sarà lo stesso Bossi a trascinarlo alle elezioni nel caso in cui oggi incassi una fiducia più che mai traballante.
L’opposizione non ha personalità di spicco da proporre per una non improbabile alternanza di governo: Bersani è bollito e D’Alema non ne ha mai fatta una di giusta in vita sua; Renzi (sindaco di Firenze) si è recentemente bruciato andando a sfamarsi alla corte privata di B., ad Arcore. Vendola? Non mi sembra molto carismatico. Ci sarebbe Di Pietro, ma è troppo scomodo a tutti.
Auguri di Buon Natale, Italietta del malgoverno perpetuo.

Franco

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