Dal Gazzettino del 10 gennaio 2011

TREVISO Il mediano sulla marcatura annullata ai Leoni
Semenzato: «Era meta»
Ivan MALFATTO
 
Dieci minuti terribili che hanno condannato il Benetton alla sconfitta contro l’Ulster. Dieci minuti nei quali la franchigia veneta ha subìto 3 mete, passando dal -7 (6-13) del 25’ al -26 (6-32) del 35’ che ha chiuso ogni speranza. «In queste competizioni basta poco per venire puniti – ammette Fabio Semenzato, mediano biancoverde – nel campionato italiano possono esserci momenti in cui non sei al massimo e non accade nulla, in Magners League, o in Heineken, invece, non ti puoi rilassare un attimo».
      Cos’è successo nei primi 40’?
     
«Forse abbiamo sbagliato l’approccio, sta di fatto che in un tempo, anzi in pochi minuti, abbiamo compromesso la possibilità di poter lottare per un buon risultato».
      Nella ripresa avete tentato di reagire.
     
«Volevamo far capire a tutti che il vero Benetton non era quello del primo tempo. Siamo una squadra di carattere, con tanto orgoglio e abbiamo tentato di ricucire lo strappo. Vincere la gara a quel punto magari era impossibile, ma volevamo chiudere con un buon risultato».
      Il Tmo vi ha negato una meta…
     
«Ritengo di aver schiacciato la palla oltre la linea di meta e i compagni che si stavano scaldando a fondo campo me l’hanno confermato. In ogni caso, dobbiamo accettare le decisioni del Tmo».
      Quella marcatura avrebbe potuto dare nuove speranze?
     
«Sarebbe servita per il morale: nella ripresa abbiamo attaccato molto segnando solo una meta; una seconda marcatura magari avrebbe dato una spinta ancor maggiore per credere almeno in un parziale recupero».
      Sabato ritornerà l’Heineken Cup: a Treviso arriverà il Perpignan.
     
«Mi auguro si possa ripetere l’impresa dell’anno scorso. In Heineken Cup non abbiamo ancora vinto e il successo ci manca. Ci siamo solo andati vicino. Speriamo di centrare l’obiettivo sabato, anche per il nostro pubblico che merita una nuova soddisfazione».
      Nazionale: Mallett ha provato più giocatori nel tuo ruolo e ancora non ha deciso: che speranze nutri?
     
«Il mio obiettivo è far bene e giocare con continuità nella mia squadra: magari potrebbe essere un modo per arrivare anche alla Nazionale, ma se così non fosse non farò drammi. Accetterò la decisione, anche perchè non potrei fare diversamente».
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 MISCHIA APERTA

Di Antonio LIVIERO

 Il ciclo del Munster tra primato in Celtic e segni di declino

 Dicevano che il Munster era cotto. Il citì del Galles Gatland ne era talmente sicuro da lasciarsi andare a giudizi sprezzanti: «Una carampana che cerca di nascondere le rughe». Invece dopo tredici turni di Celtic League ecco i rossi irlandesi in vetta alla classifica con 11 vittorie, 9 punti di vantaggio sugli Scarlets e ben 10 sugli odiati cugini del Leinster, terzi. Quanto basta a far gonfiare il petto di orgoglio alla Red Army, forse la più nutrita e famosa tifoseria del rugby che con i 17mila abbonati garantisce al Munster la media di spettatori più alta della Celtic oltre a proventi dal merchandising altrove inimmaginabili: 98mila magliette vendute lo scorso anno..

      L’ambiente è del resto uno dei segreti di un interminabile ciclo. O’ Connell e i suoi fratelli sono cresciuti in una terra dal forte senso di appartenenza, in cui l’idea stessa della lotta appartiene alla tradizione. Gran parte dei giocatori vengono reclutati nella contea di Kerry e questo spiega il famoso carattere del Munster. E perchè quando il vecchio capitano Galwey parlava alla squadra prima delle partite, tipi come O’Gara e O’Connell avevano le lacrime agli occhi.

      Però se un ciclo dato per finito dopo la finale di Heineken del 2000 e i ritiri di bandiere come Galwey e Clohessy è invece continuato con la conquista di coppe europee (2006-2008) e di altrettante Celtic League (2003-2009), è anche grazie alla capacità di programmazione del club e di un graduale rinnovamento nella continuità. Un progetto che va avanti da un decennio e che fa sì che oggi a Limerick i giocatori si conoscano benissimo e parlino un linguaggio tattico comune. Con il passaggio di Kidney alla panchina dell’Irlanda nel 2008 e la promozione a capo allenatore di Tony McGahan, il Munster ha conservato i suoi punti di forza: la conquista solida, con una touche impeccabile, la conservazione paziente, fatta di pick and go e penetrazioni a corto raggio degli avanti, con avanzamenti costanti, metro dopo metro, fino al logoramento dell’avversario. Ma è migliorata la difesa, più organizzata e aggressiva, di un cinismo raro su ogni pallone di recupero. Gli attacchi alla mano hanno acquisito intensità e velocità, con una linea arretrata che conta gente come Warwick (estremo e apertura), Howlett, Earls, Johne Murphy, Tuitupou.

      Però è anche vero che la stagione, specie per gli internazionali, sta entrando nella fase più intensa, e che McGahan si trova a dover gestire un gruppo di giocatori importanti che navigano ben oltre la trentina: Wallace va per i 35, Quinlan per i 37, Hayes per i 38, mentre O’Gara e Stringer ne hanno 33. Ed è vero che recentemente la squadra vince ma di misura (come il 22-20 di sabato con il Glasgow o il 16-12 di due settimane prima con il Connacht). Che la mischia perde qualche colpo e il gioco ha smarrito brillantezza. «Crisi? Ma quale crisi» se la ride McGahan. Nelle prossime due settimane il primo verdetto in Heineken Cup con una qualificazione difficile e l’obbligo di vincere con London Irish e Toulon.
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 IL PUNTO Prato e Bersaglieri in vetta: realtà agli antipodi

 Tradizione contro novità

 (im) Tradizione e modernità, vecchio che risorge e nuovo che avanza si sposano nel campionato d’Eccellenza che ha chiuso ieri il girone d’andata. In vetta alla classifica ci sono infatti FemiCz Rovigo e Cavalieri Prato, realtà agli antipodi.

      Il Rovigo degli 11 scudetti è l’orgoglio della tradizione, in crisi da quando il rugby è diventato professionistico, che cerca una propria nuova dimensione di vertice. Nessuna sinergia con altri. Debiti del passato tamponati in qualche modo. Fede incrollabile nelle proprie capacità (ambiente unico, aggressività innata, competenze tecniche, sponsor consistente, vivaio solido, pubblico caloroso). Sono gli strumenti attraverso cui i Bersaglieri sperano di raggiungere quel 12° scudetto atteso da 21 anni.

      Il Prato è stato invece promosso nella massima serie solo la scorsa stagione. Per crescere ha scelto la strada della condivisione, ovvero diventare il vertice del movimento toscano. Una sorta di franchigia, ancora da sviluppare in pieno, che attraverso l’unione fornisca ai Cavalieri quella forza (economica, tecnica e di attrazione) che da soli non avrebbero mai.

      Bello vedere impegnate nella corsa al titolo due realtà così diverse. Insieme ad altre come Petrarca, Crociati e GranDucato, che sono una via di mezzo fra loro. Meno bello è constatare che, chiunque lo vinca, il prossimo sarà uno scudetto svilito. Di secondo livello. Non paragonabile a quelli del passato per protagonisti, gioco espresso e valore tecnico, perchè mancano le due squadre e gli 80 atleti migliori, migrati in Celtic League. Niente di male, è il modello di sviluppo scelto dalla Fir, votata dal 96% dai club. Basta esserne consapevoli. E non illudersi di vincere un titolo chiamato ancora tricolore, ma che in realtà non esiste più.

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 Treviso non ha nulla da perdere negli ultimi due incontri.

Lo scorso anno coi francesi arrivò la storica vittoria 9-8.

Benetton arbitro della qualificazione

 Ennio GROSSO

Ritornano in questo fine settimana le coppe europee con la quinta e penultima giornata della fase di qualificazione.

      Il Benetton, che affronta sabato in Heineken Cup i francesi del Perpignan (stadio di Monigo, inizio alle 14.30, arbitra il veterano irlandese Alan Lewis, diretta su Sky Sport), non ha ormai nulla da chiedere in termini di punti, ma potrà essere arbitro della qualificazione visto che dopo la sfida di sabato, incontrerà domenica 23 gennaio i Tigers di Leicester, altra squadra in piena corsa per la qualificazione alla fase successiva.

      Proprio il fatto di non avere nulla da perdere potrebbe essere un’arma in più per i Campioni d’Italia che potranno giocare tranquilli e tirar fuori orgoglio e carattere che più di qualche volta in questa stagione li ha contraddistinti e magari ripetere la prestazione della passata stagione, quando a Treviso imposero il primo stop al Perpignan costringendo i francesi, allora Campioni di Francia, quasi ad ammainare bandiera bianca in fatto di qualificazione.

      Bastarono 3 piazzati di Marius Goosen per costringere i francesi alla resa, tre piazzati contro una meta e un calcio francese, un 9-8 che fu l’autentica sorpresa della giornata. In quell’occasione il Benetton lasciò il segno grazie ad una grande prova della mischia, in chiusa, ma soprattutto in rimessa laterale. «Abbiamo preparato molto bene questa partita – le parole di Franco Smith al termine della contesa – sapevamo che sarebbe stata dura, ma sapevamo anche di avere una squadra molto competitiva. Siamo entrati in campo col giusto atteggiamento e non abbiamo mai mollato. I ragazzi sono stati bravi a tenere nei momenti difficili, rispondendo bene a livello difensivo».

      Parole significative, quelle del tecnico biancoverde. Il tempo magari diede una mano al Benetton, ma in campo la squadra dimostrò un atteggiamento particolare, come riferì il dg del Benetton, Vittorio Munari: «Una prestazione superlativa della mischia, ma soprattutto della touche – disse Munari – nei momenti difficili il pack ci ha tenuto a galla. La pioggia ci ha favorito? Quando c’è l’acqua si può scegliere di essere uno squalo tigre, un salmone o una trota, devo dire che i ragazzi hanno scelto l’opzione giusta».

      E sabato, pioggia o sole, la squadra trevigiana dovrà esprimersi allo stesso modo, uno squalo tigre o un leone feroce, cosa che all’andata fece per buona parte della gara, rispondendo colpo su colpo alle offensive francesi e crollando solo quando Jacques Brunel, tecnico dei catalani e papabile per la panchina azzurra post mondiale, inserì una prima linea tra le più forti al mondo e per il Benetton calò la notte.

      SITUAZIONE – Tre squadre per un posto sicuro ai quarti. Classifica: Scarlets 15, Leicester 13, Perpignan 12, Benetton 1.
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 MAGNERS CELTIC LEAGUE: alla sosta col bilancio in pareggio

RIPRESA A METÀ FEBBRAIO

Recupero coi Warriors forse il 28 gennaio

TREVISO – (e.g.) La Magners League va a riposo. Con la sconfitta di Belfast, il Benetton ha pareggiato vittorie e sconfitte: in 12 gare, 6 successi e altrettante battute d’arresto. Ancora 10 partite da giocare, compreso il recupero con i Warriors. Per la franchigia veneta 5 gare possibili: in casa contro Edimburgo e Warriors, quindi in trasferta contro Connacht, Dragons e Warriors; altrettante gare più complicate: in casa contro Munster e Ospreys, in trasferta contro Cardiff, Leinster e Scarlets.

      Sosta, dicevamo e spazio ora alle ultime 2 giornate della fase di qualificazione delle coppe europee e spazio soprattutto al Sei Nazioni: preparazione delle Nazionali e prima giornata del torneo.

      RIPRESA – La Celtic League riprenderà a metà febbraio a meno di un eventuale recupero delle gare non disputate ad inizio dicembre e che vedrebbero il Benetton impegnato a Glasgow con i Warriors e a tal proposito era spuntata la data del 28 gennaio.

      ANDAMENTO – Il torneo si muoverà poi a tronconi: 4 turni di seguito, da metà febbraio ai primi di marzo, quindi nuova pausa per la disputa degli ultimi 2 turni del Sei Nazioni e ripresa nell’ultimo weekend di marzo per altri 2 turni consecutivi; da lì in avanti la Magners League si alternerà con le fasi finali delle coppe europee che si inseriranno l’8, 9 e 10 aprile per i quarti di finale, il 30 aprile e l’1 maggio per le semifinali, infine il 21 maggio per le finali, ma per quest’ultima data la corsa del Benetton dovrebbe essere già conclusa visto che la Regular Season si chiuderà il 6 maggio.

      CONCOMITANZA – Due le giornate di Magners League che si disputeranno durante il Sei Nazioni. Per il Benetton le concomitanze con la Nazionale corrisponderanno alle sfide con 2 mostri sacri del rugby irlandese, Munster e Leinster.

      Domenica 13 febbraio il Benetton ospiterà Munster e il giorno precedente, sabato 12, la Nazionale giocherà a Twickenham con l’Inghilterra. Venerdì 25 febbraio i Campioni d’Italia saranno a Dublino per affrontare il Leinster e il giorno successivo, sabato 26, gli azzurri affronteranno a Roma il Galles.

      Munster e Leinster senza Nazionali, quindi, ma anche il Benetton sarà privo di alcuni dei suoi pezzi pregiati.

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