Benetton lascia basket e volley

Basket e volley, Benetton lascia

 ANNUNCIO CHOC Dopo 30 anni la fine di un’era. La famiglia: «Disamorati, a giugno 2012 si chiude»

IL FUTURO Gilberto: «Pronti a regalare le società» Impegno limitato al rugby e ai settori giovanili

EPILOGO A SORPRESA

      Il gruppo Benetton dice basta a basket e volley di vertice: dal primo luglio 2012 Benetton basket e Sisley volley saranno solo un ricordo. Un matrimonio durato 30 anni giusti per la pallacanestro e 24 per la pallavolo. Benetton continuerà, però, a curare i settori giovanili.

       UN BRUTTO GIORNO

      L’annuncio choc è di Gilberto Benetton: «È un brutto giorno». La famiglia confessa il disamore e getta la spugna: «Ma cercheremo in tutti i modi di contribuire a far subentrare qualche azienda». A Villa Minelli sono pronti a regalare i diritti sportivi e a mettere a disposizione il Palaverde. Si salva solo il rugby: «Si identifica di più con il nostro territorio», dice Gilberto.

LA DELUSIONE

Tanti sacrifici e palazzetto spesso vuoto: «Basta così»

«Irripetibili quegli anni»

Mattia Zanardo

 Gilberto Benetton scruta il parco fradicio al di là delle vetrate di Villa Minelli: «Quando nel 1981 abbiamo annunciato il nostro ingresso nel basket, al ‘ponte de fero’, era una giornata torrida. Anche nel 1987, per la pallavolo, al Relais Monaco, c’era un gran sole. Combinazione, oggi piove». Clima adatto per un addio.

      Perché il gruppo di Ponzano è pronto a cedere le società professionistiche del Benetton basket e della Sisley volley. Al termine dei prossimi campionati lascerà: «Pur con grande dispiacere. Soprattutto per chi ha continuato a seguire le squadre. Per i ragazzi della curva sud. Ma sono venute meno le motivazioni sociali che ci avevano spinto ad entrare».

      Non c’è interesse né a restare in compartecipazione ad altri soci né solo come sponsor. E l’annuncio anticipato mira proprio a dar modo ad eventuali successori di organizzarsi: «È anche un messaggio alla città perchè ognuno si prenda la sue responsabilità. Ci sono tante aziende che fatturano 50 o 60 milioni. Giovani, come lo eravamo noi all’epoca, con un interesse a sfruttare il ritorno commerciale».

      Continua l’impegno nel rugby, ma anche nelle giovanili e soprattutto in tutte le attività a sfondo sociale e promozionale della galassia Ghirada. «Guardiamo al bicchiere mezzo pieno», esorta Giorgio Buzzavo, ad di Verdesport. E snocciola i numeri: 35mila ragazzini al torneo «Join the game», 3.500 al Trofeo Topolino, oltre 5mila nel pool «Crescere insieme con lo sport». E poi il parco giochi per educare alla mobilità i bimbi da zero a sei anni, il master Sbs, la biblioteca, l’Arep, la stessa cittadella dello sport, aperta a tutti».

      Da tempo, del resto il signor Gilberto, una volta assiduo, non si fa vedere al palazzetto. A lui sono restate negli occhi le giocate di Kukoc e Del Negro: «Gli anni del primo scudetto: pensavamo a quel momento da un decennio e ce lo siamo goduto davvero». Anni in cui «il grande entusiasmo ti portava persino a strafare», ammette ricordando i miliardi di lire scuciti per Rusconi. Oggi la qualità del gioco e dello spettacolo non lo attira: «È scaduta, in particolare in Italia. Russi, greci, turchi godono di altre condizioni. Siena ci dà 30 punti e poi in Europa le prende». Non sempre le amministrazioni sono state vicine («ma con Gobbo e Muraro c’è un ottimo rapporto»), ancor meno le Federazioni: «Dovrebbero sostenere di più le società: invece, se vinci sei invidiato». E il calo del pubblico non ha contribuito a far cambiare idea: «Conservo ancora i resoconti delle presenze degli anni ’80: in casa c’erano 5.900 persone, con una capienza di 5mila. Già dagli anni 2000 questo interesse non c’è più». Nemmeno la seconda generazione Benetton ha ereditato la passione: «Rappresenta la media della gioventù di oggi: quella che non viene al Palaverde». Allora tanto vale dirsi addio: «Però questa bella e grande storia mi mancherà».
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RUGBY: Treviso attende gli Ospreys

Ennio Grosso

Dopo aver battuto domenica scorsa il Munster, centrando in tal modo un risultato storico, il Benetton attende sabato (stadio di Monigo, inizio alle 17.30) un’altra grande del rugby europeo, la formazione gallese degli Ospreys, un XV sorto dai club di Neath e Swansea.

      Come il Munster, anche gli Ospreys hanno riposto molte speranze di successo in questa stagione sulla Magners League, rassegna che i gallesi hanno già vinto 3 volte, nel 2005, nel 2007 e nella passata stagione. Come il Munster, anche gli Ospreys sono stati eliminati dalla fase finale della Heineken Cup, ma a differenza dei rossi di Limerick, che in fin dei conti sono sempre saldamente al comando della rassegna celtica, i gallesi sono a ridosso della zona playoff ma stentano a decollare e in 14 gare hanno conosciuto già 6 sconfitte, le stesse del Benetton. E se non fosse stato per i 7 punti di bonus conquistati, più di tutti alla pari di Connacht e Scarlets, a quest’ora i quartieri alti della graduatoria sarebbero ben più lontani.

      Con questo non significa che il Benetton dovrà affrontare un avversarlo facile, tutt’altro. Proprio perché il tempo stringe, per i gallesi c’è l’assoluta necessità di fare punti. Oltretutto il Benetton, grazie ai 7 successi conseguiti, in particolare su Leinster, Scarlets e l’ultimo sul Munster, non è più una sorpresa e una sfida con i biancoverdi impone concentrazione e attenzione particolari.

      ARBITRO – Sarà l’irlandese John Lacey a dirigere il match di sabato. Lacey è alla nona direzione in Magners League. Giudici di linea gli italiani Stefano Traversi di Rovigo e Claudio Passacantando di L’Aquila.

      PREVENDITA – Nella sede del Benetton Rugby in Ghirada e a Monigo, nel negozio del club, fino a domani sarà attiva la prevendita, dalle 16.30 alle 19.30; sabato i botteghini dello stadio apriranno alle ore 10.

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