Calcio a seguire

La Giovine Italia
Nella settimana in cui si è celebrato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, i Giovini dell’ItalMallett hanno fatto l’ennesima figuraccia della storia del Sei Nazioni perdendo malamente contro una squadra per nulla irresistibile e sembrata in difficoltà non appena veniva attaccata. Il XV Azzurro ha pertanto saggiamente deciso di non attaccare i padroni di casa forse per non imbarazzarli davanti al proprio fedele pubblico: la difesa non saliva a placcare, dei turn-over si è perso il conto (15 palle perse dagli Azzurri e 5 dal XV del Cardo…) e ancora una volta la rimessa laterale è stata la croce dell’ItalMallett con 5 lineout perduti su 21 rimessi (la Scozia ha chiuso con un eloquente 7 vinti su 8 lanciati) dove il giovane Richie Gray ha torreggiato sia su Del Fava che su Geldenhuys tanto da venire scelto come “Man of the Match”. Davanti a questa “Caporetto” ben presto la fiacca e lo scoramento psicologico si sono impossessati della “squadra gloriosa” reduce dal trionfo con la Francia. Nei singoli benino Masi e Mirco Bergamasco e il solito Alessandro Zanni. Davvero pessimo Gonzalo Canale, che deve ringraziare Diego Dominguez se gioca in Azzurro ancor oggi, e mediocre tutto il resto. I proclami di vittoria a Murrayfield, figli di un’ingiustificata euforia del dopo-successo-trovato-per-strada-per-caso con la Francia, si sono spenti davanti alla realtà: difendiamo male e non placchiamo e, palla in mano, non abbiamo schemi né la fantasia per attaccare. Ma non spaventiamoci: dal successo del 1997 con la Francia la storia (amara, irritante e vergognosa) si ripete con regolarità. E non cambierà. Tranquilli.

L’Irlanda che…ti aspetti
Martin Johnson era uno dei pochi che lo sapeva. E che lo temeva. A Lansdowne Road i coltelli affilati del XV di Declan Kidney aspettavano i bastardi e spietatamente hanno perforato a più riprese una squadra che ancora deve progredire parecchio per quanto riguarda la tenuta psicologica, che in inglese amano chiamare “stamina”. I media inglesi scrivevano e parlavano di Grand Slam ma il clima in campo lo si è potuto vedere quasi da subito e dopo il primo tempo i giochi erano già fatti. Questo potrebbe essere uno degli ultimi regali che Brian O’Driscoll ha fatto al “suo” pubblico, sempre che dopo il prossimo Mondiale si ritiri dalla scena internazionale. Anche se però questa Irlanda ha tutte le caratteristiche per andare parecchio avanti alla RWC e donare altre gioie ai suoi seguaci: nothing to lose for the Emerald Green…

Il lungo calvario
L’arrabbiatura di media, tecnici, giocatori e dirigenti è ad un livello altissimo in Francia. Non potrebbe essere di meno infatti, a maggior ragione dopo avere visto l’inesistenza dell’Italia sabato a Murrayfield il che ha reso ancora più furenti e rabbiosi i transalpini. Come potere perdere allora da una NON-SQUADRA? Il biasimo è tutto per i francesi che però non capiranno mai che non si scende in campo già col successo in tasca ma lo si deve guadagnare senza mai partire per vacanze psicologiche durante il test. Il buon successo contro il Galles sabato ha portato statisticamente la Francia al secondo posto nel Tournoi che, con un po’ più di attenzione, si poteva pure vincere ma questa vittoria è passata quasi inosservata perché la macchia e il dolore del Flaminio sono ancora molto ma molto estesi. Adesso Lièvremont per salvare faccia e reputazione ha un’unica possibilità: ripetere quanto fecero Fouroux e Skrèla/Villepreux ai rispettivi Mondiali. La qualità c’è: auguri e in bocca al lupo Marc per lavorare sulla psiche dei giocatori.

Belgio in progresso
Il Belgio ha confermato i recenti progressi sabato scorso, superando la sempre rognosa Germania. Due mete ravvicinate del mediano di mischia Julien Berger nel primo tempo, chiuso in vantaggio 18 a 13, e una dell’estremo Alan Williams nella ripresa hanno condannato i teutonici che al fischio finale avevano segnato in meno dei padroni di casa un solo e misero piazzato. Quanto è bastato però per lasciare il successo nelle mani altrui.

Elvetici alla ripresa
Dopo il buon successo di sabato del XV rossocrociato a Nyon per 21 a 9 contro Andorra, il rugby svizzero torna prepotentemente in auge con la ripresa di tutti i tornei di club. In Lega Nazionale A spicca sabato prossimo la sfida tra l’Hermance, un po’ sottottono in questa stagione, e lo Stade Losanna che in classifica è secondo dietro al lanciatissimo RC Nyon. Sabato Avusy ha recuperato una gara contro il malandato Yverdon, travolto per 64 a 0, quest’ultimo un sodalizio ben conosciuto e a me caro. Chiudo questa nota ovalelvetica mandando un grande in bocca al lupo all’Albaladèjo RC di Losanna che in LNB sta lottando per non sprofondare nella categoria appena sotto.

Giampaolo Tassinari
mercoledì, 23 marzo 2011

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