Dal Gazzettino del 28 marzo 2011

CELTIC: Treviso a sorpresa costretto a rinunciare a Van Zyl e Maddock. Un solo straniero (Vermaak) tra i titolari a Llanelli.

Benetton all’italiana sfiora il colpo in Galles e strappa un punto.

Ennio GROSSO

Il Benetton porta a casa un punto di bonus dalla trasferta di Llanelli contro gli Scarlets. Un punticino piccolo, piccolo, ma tanto prezioso, che comunque non ripaga per il grande lavoro svolto dai biancoverdi che hanno creato tanto, ma anche sprecato.       Per il Benetton si tratta della quinta sconfitta consecutiva, ma stavolta è stata una sconfitta che ha fatto comunque capire che la squadra c’è e con avversari della propria dimensione, Treviso può ancora ottenere risultati importanti e puntare senza mezzi termini a quel settimo posto che varrebbe tantissimo in una corsa sempre più in salita.       Gli Scarlets hanno avuto il sopravvento, ma di certo non hanno umiliato la franchigia veneta, anzi. Un Benetton costretto nella mattinata anche a rivedere la formazione, infatti, la compagine veneta non ha potuto schierare Maddock e Van Zyl, i quali durante la rifinitura del sabato hanno accusato dei problemi fisici, così Franco Smith è stato costretto a rimescolare le carte. Il Benetton è andato in campo con 14 italiani nel XV di partenza (unico straniero Vermaak) e un totale di 20 sui 23 a referto (Vidal e Botes unici stranieri in panchina). Stranieri, oltretutto, eleggibili, Vermaak e Vidal anche subito e Botes tra qualche mese.       Una partita intensa, forse la più intensa della stagione per il Benetton e alla fine molto rammarico in casa trevigiana, ma solo per il risultato finale. Almeno 4 occasioni limpidissime mancate dai biancoverdi, o per l’ultimo passaggio sbagliato, o per aver lanciato l’uomo meno adatto, sta di fatto che il Benetton ha sciupato almeno 3-4 mete che sembravano ormai fatte e che avrebbero dato un successo meritato. Purtroppo al Treviso è mancato quel pizzico di malizia che tradotto in parole povere significa esperienza e le due mete gallesi, subìte a cavallo dei due tempi, la seconda e la terza, sono state un esempio lampante. Le solite mete subìte dalla compagine veneta, due marcature che sono poi costate il successo, perché in appena 6’ di gioco il Benetton ha dovuto subire un parziale di 12-0, portandosi dal 6-10 al 6-22.       I biancoverdi comunque sono stati bravi a non demoralizzarsi e, piano, piano, si sono rifatti sotto: col piede di Burton hanno dapprima limato il divario, poi quasi allo scadere, all’ennesimo tentativo, sono riusciti finalmente a violare la meta gallese. Azione iniziata e conclusa da Tobie Botes, il mediano di mischia sudafricano che ha dato il la e poi in quarta fase – con azioni che si sono spostate da una parte e dall’altra del campo, ma sempre ad un passo dalla linea di meta gallese – ha bucato la difesa di casa. «Risultato a parte, sono molto contento della prestazione della squadra – ha detto Franco Smith alla fine – si può dire che ho vinto una battaglia, quella di aver ritrovato pienamente i giocatori della Nazionale. Pensavo che magari potessero avere già la testa ai prossimi Mondiali, invece hanno fatto vedere che prima di tutto viene il Benetton. Abbiamo conquistato un punto di bonus e questa è una cosa positiva, ma altrettanto positivo è aver impedito agli Scarlets di segnare la quarta meta. Purtroppo abbiamo sciupato almeno 3 occasioni da meta che avrebbero potuto darci molto più del punto di bonus».
……………………………………………..

MONDIALI IN VENETO Dal 10 al 26 giugno la rassegna Under 20

 Azzurrini, obiettivo salvezza

I numeri spiegano tutto meglio delle parole. «Nel Sei Nazioni di categoria – inizia Andrea Cavinato – la media di gioco effettivo a partita è stata di 40’ contro i 22’ del campionato italiano under 20. Le azioni sono durate 1’20” contro 20”. Con simili premesse per l’Italia è stato già un successo costruire 37 azioni durate oltre 3’ in tutto il torneo».       Il tecnico dell’Italia under 20 sta redigendo la relazione per il consiglio federale (venerdì e sabato a Bologna) sul Sei Nazioni azzurro e i numeri li sa a memoria. Il documento servirà da base a lui, Franco Pavan (ds), Giovanni Sanguin (preparatore atletico) e il resto dello staff per preparare la Coppa del Mondo che si disputerà dal 10 al 26 giugno in Veneto. La presentazione della manifestazione avverrà mercoledì alle 11,30 a Treviso nella sede di Unindustria. Si sa già che l’Italia stabilirà il raduno a Rovigo, dove giocherà probabilmente 4 partite su 5, tranne l’esordio con gli All Blacks a Treviso. Si sa già anche l’obiettivo degli azzurrini, la salvezza. Dal gruppo A delle migliori 12 l’ultima retrocede nel B (dove l’Itala era l’anno scorso). La vittoria 9-7 in casa degli scozzesi nel turno finale del Sei Nazioni fa bene sperare. Scozia, Tonga e Figi, sono le tre squadre sulle quali i “Cavinato boys” dovranno fare la corsa.       «Saremmo presuntosi a parlare di un obiettivo diverso dalla salvezza – conferma il tecnico – Ma centrarlo non sarà facile. Per riuscirci dovremo avere tutti i migliori disponibili, in piena forma e tutto dovrà girare alla perfezione. Dovremo dare sostanza nelle nostre prestazioni e confermare la crescita avvenuta nel corso del Sei Nazioni». Perché qui sono ancora i numeri impietosi a parlare. «Su 37 giocatori utilizzati nel torneo – continua Cavinato – solo Nicola Quaglio (Rovigo) e Giovanni Alberghini (GranDucato) hanno sporadiche apparizioni in Eccellenza. Altri sei azzurrini giocano fra A1 e A2, gli altri 29 solo nel campionato under 20. Molti avversari, invece, hanno stabili esperienze nei propri campionati o in Heineken Cup. Il Sei Nazioni ha fatto capire ai ragazzi cos’è il livello internazionale. Dopo una partenza dura con l’Irlanda (9-28), dove siamo andati fuori giri per mantenere ritmo e qualità, abbiamo pagato caro con l’Inghilterra (3-74). E’ stato faticoso ricostruirci, ma con il Galles (15-46) sono migliorati tattica e sostegno, con la Francia (3-25) abbiamo ritrovato la fisicità e la capacità di aggredire l’avversario che ci hanno permesso di conquistare l’unica vittoria in Scozia». Alla quale si aggrappano le speranze azzurre di fare bene anche al Mondiale.
……………………………………………..

 MISCHIA APERTA di Antonio LIVIERO

Vincere il Sei Nazioni e sentirsi frustrati Le spine della Rosa

Vincere il Sei Nazioni dopo otto anni e sentirsi frustrati. Inimmaginabile per noi italiani. Ma normale in Inghilterra, paese dalle grandi ambizioni che punta alla terza finale consecutiva di Coppa del mondo e possibilmente a conquistarla. E che nel Torneo cullava il desiderio del Grande Slam.       Invece ci ha pensato l’Irlanda a rovinare la festa con una severa correzione (24-8). Dimostrando che destabilizzandoli in mischia e mettendoli sotto pressione nella zona di placcaggio gli inglesi sono battibilissimi. Inevitabile che le certezze dei Flood e degli Ashton ne uscissero incrinate. Tanto che nei giorni seguenti non è affiorata una sola nota di soddisfazione per il trofeo vinto, ma è stato un susseguirsi di dubbi, analisi e autoanalisi.       Il primo interrogativo riguarda la leadership. Un gruppo molto giovane e pieno di qualità tecnica che sembra però sprovvisto di uomini dalla forte personalità, come era Johnson ai tempi della Coppa del mondo in Australia, in grado di raddrizzare situazioni difficili. La sconfitta con l’Irlanda ha evidenziato anche la necessità di alzare l’intensità del confronto fisico per non vedersi privati delle basi del gioco. Ma è proprio quest’ultimo, il gioco di passaggi tanto osannato nelle prime partite, ad essere stato messo in discussione. A Dublino ha mostrato tutta quella impotenza che si era già rivelata per lunghi tratti contro la Francia. Quando i palloni vengono rallentati nelle fasi a terra e si caricano di pressione pack e dintorni, l’Inghilterra sembra non saper trovare risposte. Ripropone nevroticamente la stessa manovra sterile. Non alterna le opzioni offensive, usa raramente il gioco al piede (al contrario di quanto fatto con saggezza dall’Irlanda calciando metà dei possessi) persino quando ha in campo Wilkinson. Obbedisce dogmaticamente a un piano di gioco prevedibile. Tanto che in 80 minuti non le è mai balenato per la testa di saggiare sui palloni aerei l’affidabilità di Earls nel ruolo di estremo.       Insomma, se un tempo il quindici della Rosa era considerato monotono nell’uso del piede, oggi paradossalmente, sembra esserlo in quello delle mani. Cambiano le forme di gioco, ma l’aggettivo che le qualifica resta lo stesso. La questione investe direttamente la coppia di centri. Hape e il gigantesco Banahan sembrano a corto di iniziative e a malpartito nell’adattarsi alle contingenze tattiche. Sono scomparsi di fronte allo smalto degli omologhi del Trifoglio O’Driscoll-D’Arcy. Certo col rientro di Tindall la lettura degli spazi potrà migliorare. Ma il nodo sembra essere piuttosto quello di utilizzare un primo centro con doti di playmaker. Si invoca il nome di Wilkinson, a fianco di Flood apertura. Viene in mente allora che i due hanno già giocato insieme, a posizioni invertite.       Va a vedere che la rivoluzione di Johnson finisce col ritorno di Jonny all’apertura. Il rischio non è però quello di un doveroso riequilibrio tattico, ma di un drastico ridimensionamento delle ambizioni di gioco. E tutto per una partita persa.………………………………………………….

 MAGNERS LEAGUE Sconfitta immeritata a Llanelli ma col bonus

Smith: «Partita molto intensa. Peccato aver sprecato 3-4 mete»

Il Benetton italiano fa tremare gli Scarlets

Battuti 22-16, nel XV iniziale ben 14 azzurri più Vermaak.

Ennio GROSSO

Fiducia e rammarico. Il Benetton esce sconfitto da Llanelli per mano degli Scarlets (22-16), ma Franco Smith ha capito che la squadra c’è. Il rammarico è per le occasioni mancate. Almeno 3 occasioni da meta che i Leoni non hanno saputo sfruttare.       «Abbiamo gettato 3-4 possibilità per poter segnare – commenta Smith al fischio di chiusura – delle chance enormi che non siamo stati in grado di trasformare in punti. Abbiamo creato tantissimo e sotto l’aspetto dell’intensità con palla in mano sicuramente questa è stata la partita più intensa da parte nostra». 
      Purtroppo non è arrivata la vittoria che meritavate?
      «Oltre al risultato c’è il rammarico di quei minuti a cavallo del primo e del secondo tempo. Come al solito subiamo delle mete in quel periodo, era già successo a Glasgow, ma anche in altri precedenti ed è successo a Llanelli. Purtroppo, come ho più volte ribadito, è questione di esperienza, ma questa non la si può comprare o creare in poco tempo. Senza quelle due mete, ora probabilmente saremmo qui a parlare di un altro punteggio».
      In mattinata ha dovuto rimescolare le carte per gli infortuni a Maddock e Van Zyl: problemi per questi due cambiamenti?
      «Non più di tanto. McLean si è preso la responsabilità e quando è stato il suo momento non si è tirato indietro giocando una partita molto positiva. Per quanto riguarda Van Zyl ha trovato degli ottimi sostituti in Padrò e soprattutto in Bernabò. No, il fatto di aver dovuto rivedere la formazione non mi ha creato problemi, anche perché chi è andato in campo ha dato tutto e mi ha fatto capire che la squadra c’è». 
      E i Nazionali?
      «Da loro in particolare ho avuto delle ottime risposte. Avevo il timore che potessero avere la testa già proiettata al Mondiale, invece hanno fatto intendere che prima di tutto viene il Benetton».
      Il Benetton ha giocato con 14 italiani nel XV e 20 sui 23 a referto…
      «Gli stranieri servono e c’è sicuramente bisogno di loro, ma abbiamo dimostrato di avere anche italiani di qualità. Se contro Connacht e Warriors la squadra ha fatto un passo indietro, contro gli Scarlets, invece, abbiamo fatto un buon passo avanti e per le ultime partite questa potrebbe essere una grossa spinta».

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in notizie dai quotidiani/periodici, rugby union. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...