Il nucleare “fai da te”

Fukushima, località del Giappone colpita dal terremoto prima e dallo tsunami poi, è traboccante di centrali nucleari. Alcune di queste, ribellatesi alle scosse sismiche e a quell’acqua salaticcia che le ha invase, cercano di far valere le proprie ragioni in fatto di vulnerabilità a tali eventi, minacciando il mondo promettendo un’invasione di radiazioni un po’ dove capita: alla maniera di Susanna Tamaro, il nucleo in fusione ha detto al veleno “Va dove ti porta il vento”. Siamo qui tutti ad aspettare il botto finale per poi annusare quell’aria fresca e frizzante (anche troppo) proveniente dall’est, pronti a farci un bell’aerosol!
Il nostro governo di scalzacani, fino a pochi giorni fa orientato a disseminare il territorio italiano di centrali nucleari costruite con tecnologia derivate direttamente dalla scoperta della ruota, in vista delle prossime elezioni ha fatto opportunisticamente marcia indietro, prendendosi un anno di riflessione prima di decidere definitivamente sul quel nucleare cui i cittadini italiani si erano già negativamente espressi nel 1987. Ma la volontà popolare si può calpestare, comunque, con l’arroganza dell’ignorante. Ecco allora il nucleare di nuovo in pedana di lancio, con il grazie di ENEL e di tutte quelle società che con il nucleare ci marceranno alla grande. Il Ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha più volte commentato, con la solita chiarezza, la decisione di procedere con il nucleare, che altri hanno preso senza nemmeno consultarla: “ahhf, mosfiis, loòdram bupaep. Qll ch dc Silvio pr m v smpr bn e qll ch dc nn cnt n czz”.
Per cercare di risparmiare sull’acquisto dell’uranio, la triade di cervelli autoctoni Tremonti, La Russa, Alfano, Veronesi (consigliere “partigiano” per il nucleare), Romani, Santanchè (vestita da scudiero, per difendere il il capo), Brunetta, Frattini, Maroni e Calderoli (ma non era una triade? Si, ma per fare tre mediocri cervelli, di questa gentaglia ce ne vuole almeno una decina) ha pensato quanto segue:
– comprare l’uranio in blocco e suddividerlo per il numero delle famiglie italiane che sono circa 2.650.000 (calcolate in euro);
– consegnare ad ogni famiglia un pezzettino di uranio (da trattare con i guanti!), unitamente al kit relativo alla costruzione della CNF (centrale nucleare familiare);
– abbinare al kit un “pacco sicurezza” contenente tutto ciò che serve a prevenire eventuali incidenti nucleari domestici (secchio per l’acqua da utilizzare, riempito, per il raffreddamento del nocciolo ogniqualvolta questo tentasse di surriscaldarsi);
– indumenti anti radiazioni, in pura cellulosa di agrifoglio, iper allergici e desquamanti;
– software di controllo funzionante a pedaliera, completo di valvole e transistor;
– sirena d’allarme in caso di fuga radioattiva attivata da cavia mediante “sgambettamento” nella ruota presente nella sua gabbietta. Sostituire la cavia dopo ogni fuga di radiazioni e poi lavarsi bene le mani con acqua non contaminata e sapone di Marsiglia;
– ventilatore eolico a batteria solare, per l’eventuale dispersione delle nubi tossiche;
– ingegnere nucleare per l’assemblaggio della centrale casalinga;
– uranio di ricambio (una dose rimane attiva solo per 100.000 anni);
– apposito sacchettino per lo smaltimento delle scorie: una volta riempito, il sacchettino si potrà inserire indifferentemente nel cassonetto dell’umido, in quello del secco, in quello di plastica e bottiglie, oppure, se si è di fretta, lasciarlo direttamente in strada o buttarlo a mare.
L’impiantino, che potrà essere sistemato tranquillamente in cucina o in camera da letto, sarà dotato di un set di flaconcini contenenti fragranze profumate alla vaniglia, alla lavanda, al bergamotto (che non è un leghista grassoccio di Bergamo), ed alla menta piperita, da inserire in apposito serbatoio, per dare la benefica sensazione di freschezza e pulizia.
Avvertenze: se i componenti la famiglia e/o gli animali da compagnia iniziassero improvvisamente a diventare fosforescenti, vuol dire che qualcosa, nell’impianto, non ha funzionato a dovere e che è ormai troppo tardi per chiamare l’ambulanza: ricorrere direttamente al carro funebre.
Costo dell’impianto per famiglia? Circa 6,5 milioni di euro detraibili dalle tasse in 25 anni, con finanziamento del 20% a fondo perduto, a carico dello Stato, per chi installerà nella propria abitazione, in abbinata, i pannelli fotovoltaici per far funzionare la dinamo che attiverà il generatore a gasolio che servirà a produrre energia elettrica per far funzionare l’impianto nucleare casalingo.

Franco

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