Dal Gazzettino del 4 aprile 2011

Magners LeMagners League ancora amara per i veneti, battuti dai Dragons.
Ora sfida alle due squadre scozzesi per evitare il penultimo posto.
Treviso cade anche a Newport, trasferte tabù per il Benetton.

Il Benetton ha perso probabilmente l’ultima opportunità della stagione per vincere una partita all’estero. Ieri, a Newport, i biancoverdi sono stati sconfitti dai Dragons e di fatto hanno anche abbandonato le speranze di acciuffare quel settimo posto che varrebbe come un ipotetico titolo per le squadre della seconda fascia della Magners League. Il Benetton ha perso la sesta partita consecutiva e adesso l’obiettivo dei trevigiani è soprattutto quello di abbandonare il penultimo posto che non ripagherebbe affatto gli sforzi profusi in una stagione che ha regalato anche momenti di grosso entusiasmo, grazie a vittorie importanti e magari alla vigilia insperate, ma che sono state meritatissime. Non erano pochi quelli che credevano possibile il successo della franchigia veneta sul terreno di Newport, oltretutto il campo di gioco sul quale i Campioni d’Italia hanno colto il loro ultimo successo all’estero, nel lontano dicembre 2007. Poche illusioni – anche perché i gallesi hanno fatto del Rodney Parade il proprio fortino, vincendo tutte le gare finora disputate all’infuori di un paio – ma dopo il gioco espresso a Llanelli, anche se magari poco fruttifero, ci si attendeva una partita di altro spessore e non chiusa praticamente appena dopo un tempo di gioco. Invece ancora una volta il Benetton ha dovuto pagare i soliti momenti bui che hanno contraddistinto tutta la stagione: un inizio un po’ naif, nel quale ha subìto la prima meta gallese ad opera di Hughes e poi 3 minuti, verso la fine del parziale, nei quali i Dragons sono stati capaci di marcare altre due mete con Brew ed Ashley Smith, scappando sul 19-0. Solo nel recupero Burton ha saputo dare i primi punti al Benetton grazie ad un piazzato per un fuorigioco dei padroni di casa e il primo tempo si è chiuso sul 19-3 per i Dragons, risultato abbastanza segnato. Nella ripresa la meta iniziale di Burton (tutti suoi i punti italiani) che ha portato il Benetton sotto di 9 punti (10-19) ha comunque dato un filo di speranza ed ha fatto credere in un recupero; oltretutto, poco dopo lo stesso Burton ha avuto una nuova opportunità dalla piazzola, ma la palla si è stampata sul palo ed è svanito il possibile -6 che avrebbe quasi certamente fatto vedere una partita diversa. Tempo da giocare ce n’era ancora parecchio, mancava a quel punto oltre un quarto di gara alla conclusione, tuttavia il Benetton non ha dato la sensazione di poter riuscire a limare ulteriormente il divario, oltretutto il regista gallese Tovey ha cominciato a creare qualche difficoltà con un gioco al piede più che redditizio e nello spazio di appena due minuti Newport ha chiuso definitivamente la contesa segnando altre due mete che hanno portato i gallesi sul 33-10, scavando un solco impossibile da colmare. Senza contare che i biancoverdi hanno dovuto giocare gli ultimi 5’ prima con uno e poi con 2 uomini in meno a causa degli allontanamenti di Padrò e Vidal, entrambi a causa di una reazione. Alla conclusione della Regular Season della Magners League mancano adesso appena 3 gare e per il Benetton le speranze di tornare a vincere sono riposte nelle due sfide casalinghe contro le compagini scozzesi, Edinburgh e Glasgow Warriors, le 2 franchigie che stanno lottando col Benetton per evitare il penultimo posto della graduatoria. E proprio il prossimo impegno dopo la sosta (sabato 16 aprile) vedrà i biancoverdi di Franco Smith affrontare i Warriors.
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MISCHIA APERTA di Antonio LIVIERO
A chi il cucchiaio? Una tradizione in crisi ai tempi di Internet
Da qualche anno si è aperta nel pianeta di Ovalia una disputa di nessun valore tecnico. E cioè se il cucchiaio di legno, l’antitrofeo virtuale del Sei Nazioni, vada assegnato a chi perda tutte le partite o più banalmente all’ultimo in classifica. Da un punto di vista culturale e sociologico però la leggenda del cucchiaio è utile alla lettura delle mutazioni che investono il rugby. Si narra che nel 1884 l’ala inglese Bolton, ispirandosi a una consuetudine di Cambridge, regalò per scherzo ai giocatori dell’Irlanda, che avevano perso tutte le partite, un mestolone acquistato in Svizzera. Dell’oggetto, se mai è esistito, si persero le tracce all’inizio del ‘900, perché quando entrò nel Torneo la Francia, nel 1910, e realizzò subito lo slam di sconfitte, di cucchiaio c’era solo quello virtuale. I francesi se lo aggiudicarono quattro volte nei primi dieci anni, e i loro storici, da Henry Garcia a Richard Escot, non lasciano dubbi: cucchiaio a chi le perde tutte. Così come conferma la “Irish Information guide”, consultabile online. Ed è questa la versione tramandata in Italia prima che gli azzurri fossero ammessi, cioè in tempi non sospetti: si vedano “Rugby, storia dalle origini ad oggi” di Fadda-Ravagnani e l’annuario Pacitti-Volpe. Interpretazione ribadita recentemente da “Il 6 Nazioni” di Pastonesi-Pessina. Meno restrittiva la posizione degli inglesi che fanno riferimento solo alla tradizione di Cambridge: cioè cucchiaio all’ultimo classificato, indipendentemente dai punti, come succedeva allo studente di matematica con i voti più bassi. Una interpretazione che trova riscontro oggi anche in altri sport come l’hockey ghiaccio, il canottaggio e in Australia il Rules e il Rugby League. Premesso che, come per le fiabe, versioni differenti a seconda delle aree geografiche sono normali, propendo per la prima ipotesi. Il motivo è lo stesso per cui la tradizione del cucchiaio cessò a Cambridge nel 1910: i risultati degli esami furono pubblicati in ordine alfabetico e non più di voto. Veniva a mancare la graduatoria, dunque l’ultimo. Nemmeno nel Quattro Nazioni c’era classifica. Gli incontri? Singoli eventi annuali. Inoltre nel rugby amatoriale di allora i criteri erano riferiti a situazioni di specificità e assolutezza di una squadra: il grande slam a chi batteva tutti, il cucchiaio a chi le perdeva tutte. Nonostante ciò è l’interpretazione inglese che sta prendendo il sopravvento. Basta una ricerca su Internet per convincersene. Fonti storiche citate: zero. Persino il sito ufficiale del Sei Nazioni si adegua superficialmente. L’avvento del professionismo, come osserva l’antropologo Enrico Giorgis, ha portato anche il rugby a “quantificarsi” assegnando meriti da un punto di vista puramente numerico. Così si riscrivono le classifiche e la storia, con un processo di revisionismo fuorviante. E se un giorno cambiassero i criteri? Si sostituisse la differenza punti con le mete segnate? Tutto da rifare. Il cucchiaio diventerà magari di plastica. Sarà anche inevitabile. Ma almeno si rispetti la storia.
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LE STATISTICHE AZZURRE
Sei Nazioni, Mirco il più vittorioso Italia ultima per la 9° volta in 12 anni, per la 6° volta chiude con 1 vittoria. E’ il torneo col minimo di punti segnati: 589, il record è 803 nel 2000. Mallett ha usato 28 giocatori, di cui 1 debuttante assoluto: Semenzato, il 34° in 12 anni. Canale, BergaMirco e Zanni sono gli unici ad aver giocato i 400 minuti delle 5 partite. MARCATORI – BergaMirco e Perugini, 46 cap, i più presenti nel torneo. BergaMirco, 40 punti, è il 3° marcatore del torneo 2011, è il 2° marcatore azzurro con 116, ha superato Pez a 113, nella classifica dei marcatori assoluti è 5°con 229 punti. VITTORIE – Mirco Bergamasco guida la classifica dei più vittoriosi nel Sei Nazioni: 7 successi, davanti a Canale Perugini con 6. CAP – Novità nei cap, Troncon 101 sempre in testa, LoCicero 86 è salito al 2° posto superando BergaMauro e Bortolami a 84. CAPITANI – Parisse ha raggiunto Bortolami, sono loro i più capitani del torneo: 15 a testa. McLean, 28 cap e 54 punti, ha stabilito il record personale di partite consecutive: 25, il recordman è Moscardi con 31. FILOTTO – Gli azzurri con più partite consecutive sono Zanni a 27, Geldenhuys 21 e BergaMirco 19. Perugini è il recordman delle presenze consecutive nel torneo: 37. METAMEN – Brian O’Driscoll: 25 mete è il metamen del torneo, ha superato lo scozzese Ian Smith a 24, record che resisteva dal 1933. PUNTI – R. O’Gara, 551 punti, strappa lo scettro di marcatore del torneo a Wilkinson: 546, che si consola col record di punti assoluti 1195 avendo superato Dan Carter a 1188. (A cura di Walter Pigatto) …………………………………………………..
MAGNERS LEAGUE Cinque mete al passivo in Galles.
Leoni ormai relegati nelle retrovie della classifica di Celtic.
Più Dragoni che mai: Benetton incenerito.
Solo sconfitte nelle 5 trasferte.
La delusione di Franco Smith.
Tantissima delusione. Quando si perde una partita che almeno sulla carta è tra quelle possibili, la delusione è doppia. Mettiamoci poi che il Benetton a Newport ha subìto ben 5 mete per un risultato finale di 10-33, la situazione è ancor più complicata e il 7. posto sempre più lontano. «Sono deluso per il risultato e perché il Benetton non merita assolutamente questa classifica – ha detto Franco Smith al termine della tradizionale riunione con la squadra nel post gara – a Newport abbiamo anche fatto delle buone cose, ma per ogni aspetto positivo ce ne sono stati almeno altri tre negativi. Nelle ultime 5 settimane abbiamo sempre giocato all’estero, dovevamo imparare molto da queste 5 trasferte e in effetti così è stato, indubbiamente speravo in qualche risultato positivo anche se sappiamo che in questa manifestazione nessuno regala nulla. Newport contro di noi ha giocato una grande partita, ha segnato tre delle 5 mete con dei calcetti a seguire che ci hanno creato dei problemi. Hanno avuto anche un pò di fortuna, ma ci hanno provato e sono stati premiati».
Sono proprio queste 5 mete che fanno preoccupare? «In particolare nel primo tempo abbiamo subìto 3 mete che potevano anche essere evitate. Sono certo che tutti i ragazzi hanno fatto il proprio dovere, nessuno si è mai tirato indietro, ma a questi livelli probabilmente non basta fare soltanto il proprio dovere, bisogna fare anche qualcosa di più».
Sul 19-10 avete avuto l’opportunità di rientrare, invece tutto è svanito? «Siamo stati bravi a ricucire parte dello strappo e sul 19-10 abbiamo avuto la possibilità di limare ulteriormente il divario: Burton ha colpito un palo su calcio piazzato, potevamo andare sotto di 6 punti e a quel punto la partita sarebbe stata un’altra. Invece ben presto abbiamo subìto la quarta meta gallese, una marcatura che ci ha fatto perdere un po’ di fiducia. Come ho detto sono deluso per queste 5 trasferte, 5 gare all’estero che non ci hanno dato alcuna vittoria».
Per il Benetton è stata la sesta sconfitta consecutiva e ormai da quasi due mesi la franchigia veneta non vince. L’ultimo successo risale a metà febbraio contro il Munster, poi i trevigiani hanno dovuto abbassare il capo con gli Ospreys, nell’ultima sfida casalinga, quindi a Dublino col Leinster, a Galway col Connacht, a Glasgow, a Llanelli e ieri a Newport. ague ancora amara per i veneti, battuti dai Dragons. Ora sfida alle due squadre scozzesi per evitare il penultimo posto. Treviso cade anche a Newport, trasferte tabù per il Benetton. Il Benetton ha perso probabilmente l’ultima opportunità della stagione per vincere una partita all’estero. Ieri, a Newport, i biancoverdi sono stati sconfitti dai Dragons e di fatto hanno anche abbandonato le speranze di acciuffare quel settimo posto che varrebbe come un ipotetico titolo per le squadre della seconda fascia della Magners League. Il Benetton ha perso la sesta partita consecutiva e adesso l’obiettivo dei trevigiani è soprattutto quello di abbandonare il penultimo posto che non ripagherebbe affatto gli sforzi profusi in una stagione che ha regalato anche momenti di grosso entusiasmo, grazie a vittorie importanti e magari alla vigilia insperate, ma che sono state meritatissime. Non erano pochi quelli che credevano possibile il successo della franchigia veneta sul terreno di Newport, oltretutto il campo di gioco sul quale i Campioni d’Italia hanno colto il loro ultimo successo all’estero, nel lontano dicembre 2007. Poche illusioni – anche perché i gallesi hanno fatto del Rodney Parade il proprio fortino, vincendo tutte le gare finora disputate all’infuori di un paio – ma dopo il gioco espresso a Llanelli, anche se magari poco fruttifero, ci si attendeva una partita di altro spessore e non chiusa praticamente appena dopo un tempo di gioco. Invece ancora una volta il Benetton ha dovuto pagare i soliti momenti bui che hanno contraddistinto tutta la stagione: un inizio un po’ naif, nel quale ha subìto la prima meta gallese ad opera di Hughes e poi 3 minuti, verso la fine del parziale, nei quali i Dragons sono stati capaci di marcare altre due mete con Brew ed Ashley Smith, scappando sul 19-0. Solo nel recupero Burton ha saputo dare i primi punti al Benetton grazie ad un piazzato per un fuorigioco dei padroni di casa e il primo tempo si è chiuso sul 19-3 per i Dragons, risultato abbastanza segnato. Nella ripresa la meta iniziale di Burton (tutti suoi i punti italiani) che ha portato il Benetton sotto di 9 punti (10-19) ha comunque dato un filo di speranza ed ha fatto credere in un recupero; oltretutto, poco dopo lo stesso Burton ha avuto una nuova opportunità dalla piazzola, ma la palla si è stampata sul palo ed è svanito il possibile -6 che avrebbe quasi certamente fatto vedere una partita diversa. Tempo da giocare ce n’era ancora parecchio, mancava a quel punto oltre un quarto di gara alla conclusione, tuttavia il Benetton non ha dato la sensazione di poter riuscire a limare ulteriormente il divario, oltretutto il regista gallese Tovey ha cominciato a creare qualche difficoltà con un gioco al piede più che redditizio e nello spazio di appena due minuti Newport ha chiuso definitivamente la contesa segnando altre due mete che hanno portato i gallesi sul 33-10, scavando un solco impossibile da colmare. Senza contare che i biancoverdi hanno dovuto giocare gli ultimi 5’ prima con uno e poi con 2 uomini in meno a causa degli allontanamenti di Padrò e Vidal, entrambi a causa di una reazione. Alla conclusione della Regular Season della Magners League mancano adesso appena 3 gare e per il Benetton le speranze di tornare a vincere sono riposte nelle due sfide casalinghe contro le compagini scozzesi, Edinburgh e Glasgow Warriors, le 2 franchigie che stanno lottando col Benetton per evitare il penultimo posto della graduatoria. E proprio il prossimo impegno dopo la sosta (sabato 16 aprile) vedrà i biancoverdi di Franco Smith affrontare i Warriors.
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