Newport – Benetton

Una sconfitta per 33 – 10, subita da una squadra certamente alla portata dei trevigiani, non era assolutamente prevista, in questi termini, nel turno di Magners League appena archiviato. Non avendo ancora letto nei giornali le motivazioni di questa sconfitta, inattesa almeno nelle dimensioni del punteggio, posso fare solamente un’ipotesi.
Le tossine accumulatesi nei nazionali che hanno giocato il recente VI Nazioni  possono essersi fatte sentire, e quindi, a livello fisico, ci potrebbero essere state deficienze non trascurabili. Fattore, questo, non da sottovalutare in quanto il Newport non aveva nemmeno lontanamente la massa dei giocatori che, invece, il Benetton aveva prestato alla Nazionale. Non entro nel merito di un turnover che allenatore e preparatori dovrebbero pianificare e considerare alla luce dello stato fisico dei giocatori. D’altro canto ogni anno, da parecchio tempo a questa parte, il Benetton ha sofferto parecchio, nel gioco e nella preparazione atletica, per più qualche settimana dopo il VI Nazioni. E’ che nel ex S10 questa situazione si consumava con qualche sconfitta di misura, anche prevedibile, contro squadre anche di fascia inferiore, con conseguenze quasi indolori; in Magners League, invece, arrivano bastonate che fanno male anche moralmente e che rimettono tutto in discussione: dal gioco, al valore stesso dei giocatori componenti la rosa, dalle norme federali, uniche nella Celtic, che limitano a cinque il numero di stranieri utilizzabili dalle franchigie italiane, all’assurdità di cinque trasferte consecutive.
Il fatto è che, lungi dall’ essere riusciti a portare a casa la prima vittoria in trasferta, dall’estero, il Benetton si ritrova, come ogni settimana da parecchio tempo a questa parte, a leccarsi le ferite ed a fare i soliti proclami (miglioramento continuo, esperienza da acquisire, preparazione focalizzata sugli errori commessi, ecc.), senza tuttavia riuscire a dare una sterzata anche minima, ma significativa riguardo ai progressi effettivamente ottenuti dall’inizio del torneo ad oggi. Con il rischio che la situazione si cristallizzi e si protragga, instillando in società e giocatori l’idea che meglio di così non si può fare. Tra l’altro, per il prossimo anno, non sono previsti cambiamenti di rosa significativi, nell’attesa dello sviluppo dei mondiali del prossimo settembre, che potranno essere chiarificatori relativamente alle scelte di nuovi giocatori di valore da aggregare alla rosa, per il raggiungimento degli obiettivi strategici che la società si è posta.
Questo significa, probabilmente, un anno di apnea e di sofferenza, certamente, credo, non così prodigo di vittorie in Magners come quello appena trascorso, quando la squadra trevigiana ha sorpreso più di qualche avversario grazie ad una preparazione fortemente anticipata.

Franco Meneghin

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