Dal Gazzettino dell’ 11/04/2011

NAZIONALE – Il Consiglio: no al rinnovo del contratto a Mallett

La Fir: nuovo citì dopo i mondiali

ARRIVA BRUNEL. Da tempo pronto il sostituto. A fine mese Dondi lo dirà al sudafricano

Ivan MALFATTO

Anche il consiglio federale scarica Nick Mallett. Non dovrà essere lui l’allenatore dell’Italia dopo la Coppa del Mondo. Una presa di posizione che avalla quanto già si sapeva dalla vigilia del Sei Nazioni. Ovvero che i vertici della Fir erano intenzionati a non rinnovargli il contratto e affidarsi al francese Jacques Brunel. Semifinalista di Heineken Cup proprio questo week-end con il suo Perpignan.       Il buon torneo disputato dagli azzurri sembrava aver rilanciato la candidatura per un secondo ciclo di Mallett (2012-2015), oltre ad avergli salvato la panchina fino al Mondiale. Il consiglio federale dello scorso week-end a Bologna avrebbe invece messo la parola fine anche a tale flebile ipotesi. Durante la discussione sul bilancio del Sei Nazioni poche e timide voci fra i consiglieri si sono alzate a favore di una riconferma di Mallett. La maggioranza si è detta contraria, con toni perentori. Anche la relazione di Carlo Checchinato, insieme ad aspetti positivi, ha sottolineato quelli negativi per una riconferma. Una valutazione che nel suo doppio ruolo di consigliere federale e responsabile dell’Alto livello Fir ha un peso specifico maggiore.       Il presidente Giancarlo Dondi nell’incontro che avrà con Mallett a fine mese (il ct partito dopo il Sei Nazioni tornerà in Italia il 21 aprile) gli illustrerà tale situazione. In seguito dovrebbe ufficializzare l’arrivo di Brunel. Il desiderio di restare, espresso pubblicamente da parte del ct, sarà quindi frustrato. Anche se alla Coppa del Mondo dovesse battere l’Irlanda e centrare il traguardo dei quarti. La decisione sul suo futuro sarà infatti presa prima.       Sempre in consiglio federale si è discusso del nuovo sponsor di maglia dell’Italia. Enel potrebbe sostituire Cariparma in scadenza. Secondo “Milano Finanza” il nuovo abbinamento porterebbe due milioni di euro l’anno nelle casse federali rispetto agli 1,4 attuali. Ieri infine la Fir ha reso noto i prezzi per i match del Mondiale under 20 in Veneto (10-26 giugno). Abbonamenti a dieci partite euro 80, 60, 25 (per gli under 14) a Padova; 70, 50, 20 a Treviso e Rovigo. Biglietti singoli euro 25, 15, 5; per la finale 30, 20 e 5.
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Tolosa dopo i supplementari

Il Northampton batte l’Ulster (23-13) e in semifinale di Heineken Cup affronterà in casa il Perpignan di Brunel che sabato a Barcellona ha piegato il Toulon (29-25). Nell’altra semifinale il Leinster (17-10 sul Leicester) ospiterà il Toulouse che ieri a San Sebastian ha eliminato il Biarriz 27-20 dopo i supplementari.
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MISCHIA APERTA di Antonio LIVIERO

La sfida del rugby di base: educare al contatto fisico

L’ultimo consiglio federale ha annunciato un nuovo progetto per il rugby di base. Non c’è nulla di più urgente in uno sport che ha bisogno di svilupparsi e radicarsi. Ancora non si conoscono i dettagli. Ma si sa che conterrà incentivi economici per le società che schiereranno due o più formazioni nelle categorie under 12-14-16. Bisognerà vedere quanto si stanzierà e con quali criteri affinché non vengano penalizzate le piccole realtà, magari di qualità, che gravitano su bacini limitati.       Detto questo mi auguro che il piano prenda in considerazione anche aspetti didattici. E per tutte le categorie. In via preliminare andrebbe riformato il sistema di selezione e formazione degli educatori. Corsi di mezza giornata o poco più sono anacronistici. Oltre a uno stage iniziale più impegnativo, che comprenda obbligatoriamente nozioni di pedagogia, serve una formazione permanente con un sistema di tutor e verifiche sul campo.       Seconda questione: l’educazione al contatto. Quando il rugby non è popolare e non si appoggia a solide tradizioni educative, il rischio è di considerarla da un punto di vista ingannevole: quello della comunità ristretta dei temperamenti “dominanti” i quali sono portati a credere che la propensione al contatto sia naturale. E se uno non ce l’ha, non è adatto al rugby. Gli studi (a cominciare da quelli francesi) dimostrano però che non è così. Per la maggior parte dei bambini e delle bambine (non dimentichiamo che il minirugby deve reclutare anche per il rugby femminile) il contatto fisico, così come il cadere a terra, non è semplice. Richiede un po’ di coraggio e a volte ci possono essere paure da superare o blocchi psicologici.       Per fortuna oggi ci sono molti educatori che rispettano i bambini e aspettano la loro maturazione. Senza forzarli al contatto. Ma anche questo atteggiamento può non bastare: il bambino va aiutato e accompagnato al contatto fisico, inserito gradualmente in quel grande raggruppamento che in fondo è il minirugby fino agli under 12. Senza lasciarlo troppo ai margini, cosa che potrebbe ridurre la sua autostima e indurlo prima o poi ad abbandonare.       Invece al contatto si educa. Certo servono metodo e psicologia. Non bastano gli esercizi a gruppi ristretti, ma occorrono simulazioni realistiche delle situazioni globali che si devono affrontare sul campo. Bisogna dare sicurezza, ricordando sempre le regole per non farsi male e facendole rispettare insegnando la corretta tecnica del placcaggio. Farà bene la Fir a prendersi a cuore l’educazione al contatto se vuole attacchire nelle scuole o, come si sente dire, negli oratori. Consapevole che le scorciatoie che lo evitano spostano solo il problema. Perché il contatto è fondamentale nel rugby.       Infine l’obbligatorietà: metà delle società di C sono penalizzate per la mancata partecipazione ai campionati giovanili. Segno di una difficoltà organizzativa. Ma chiedo gli interessa davvero il minirugby? Che qualità formativa sono in grado di dare? Forse togliendo l’obbligo si limiteranno i danni.
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I trevigiani, penultimi e reduci da 6 sconfitte, affronteranno Warriors ed Edinburgh in casa e nel mezzo i Blues in Galles.

Benetton: nel mirino due franchigie scozzesi.

Il primo “spareggio” sabato a Monigo.

Ennio GROSSO

Dopo la pausa per lasciare spazio ai quarti di finale delle coppe europee, riprenderà nel fine settimana la Magners League con la terz’ultima giornata della Regular Season.       Una sosta importante per il Benetton, il quale ha potuto tirare un po’ il fiato per potersi presentare alla volata finale con le energie necessarie per ribaltare a proprio favore una situazione fattasi negli ultimi tempi un pò pesante, ma anche per recuperare qualche acciaccato che in questa stagione si è dimostrato fondamentale nell’economia del gioco biancoverde.       La franchigia veneta è reduce da 6 sconfitte consecutive che hanno un po’ rovinato quanto di buono aveva saputo proporre nella prima parte della stagione, ma ora avrà l’opportunità di tornare nuovamente a correre. Nelle tre partite che mancano alla chiusura della stagione, i Campioni d’Italia lanceranno una sorta di sfida alle franchigie scozzesi, Glasgow Warriors ed Edinburgh, le due squadre che precedono i biancoverdi di Franco Smith in graduatoria, rispettivamente con 2 e 4 punti di vantaggio e proprio due delle prossime tre sfidanti dei Campioni d’Italia, oltretutto entrambe da affrontare sul terreno amico del Monigo.       Il Benetton ha dunque intatte possibilità di abbandonare definitivamente quel penultimo posto che occupa attualmente e che obiettivamente non riassume l’esatto cammino dei biancoverdi, capaci oltretutto di mettere a tacere formazioni che sulla carta sembravano essere irraggiungibili, Munster e Leinster su tutte.       Sabato, pertanto, suonerà la campanella del primo spareggio contro i Warriors (Monigo, inizio alle 15), avversario affrontato appena un mese fa e che diede al Benetton una cocente delusione in una partita che vide i trevigiani cominciare bene, accumulare un discreto margine di vantaggio e poi, in soli 9′ di gioco, a cavallo tra il primo e il secondo tempo, sciupare praticamente tutto con un parziale negativo di 0-22. La partita terminò con il successo dei Warriors per 25-17, un risultato che negò anche il punto di bonus al XV biancoverde.       Per il Benetton ci sarà quindi l’occasione per potersi rifare, riprendersi quanto gli è stato tolto in quella sfortunata serata in terra scozzese, ma soprattutto i trevigiani avranno l’opportunità di portarsi in graduatoria nuovamente davanti ai Warriors.………………………………………………….

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