Microspie per la Polverini?

Dopo la cimice di qualche lustro fa, grande come un cammello, che probabilmente Berlusconi si era auto installato per poi gridare “al lupo, al lupo”, senza tener conto che gli italiani non sono tutti deficienti come lui e gli uomini del suo partito, ora anche Renata Polverini (detta anche “remata tra i polveroni) allarma  ed arringa le folle a lei fedeli circa microspie “macrospie” insinuate all’interno della Regione Lazio. Anche in questo caso, la Magistratura sarà tenuta giustamente ad indagare, probabilmente spronata, incoraggiata e reclamata, nella fattispecie, da chi di processi – Berlusconi, s’intende – ne avrebbe da gestire a bizzeffe senza aver tempo di pensare alle rogne altrui. Sta di fatto che alla Regione Lazio, sono state scoperte centinaia di password false atte ad eludere i sistemi di controllo e circa duecento “badge” fasulli. Quindi, il traffico all’interno dei locali appartenenti alla Regione Lazio, giorno e notte, potrebbe essere paragonabile a quello del raccordo anulare di Roma nell’ora di punta: gente che va su e giù, indisturbata ed incontrollata, avendo la possibilità di mettere il naso dappertutto. Forse non si tratta solo di insetti (cimici), ma anche di invertebrati (vermi), dalla forte propensione demagogica. E se non fossero stati solo semplici microfoni, ma ordigni esplosivi?
Attenzione, la merda sta salendo…

Franco

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