Dal Gazzettino del 18 aprile 2011

CELTIC – Il tecnico del Benetton dopo il successo sul Glasgow

Smith: «È iniziata una nuova stagione».

Alberto POLITA

Il ritorno alla vittoria e il sorpasso. Sorrisi fiduciosi in casa Benetton, dopo il successo sul Glasgow Warriors che ha permesso di abbandonare la penultima posizione, a danno proprio degli stessi scozzesi. Reduci da una prova non priva di errori, i Leoni possono guardare con maggiore serenità alle ultime due sfide, quella di giovedì in casa del Cardiff e la chiusura casalinga con l’Edimburgo.       «La classifica non la guardo – spiega il tecnico Franco Smith – Certo, nessuno vuole finire ultimo, Ma noi dobbiamo pensare ai nostri errori, fare sempre del nostro meglio, mantenere questo livello e questa intensità. Siamo orgogliosi di avere vinto in casa, perchè a Monigo hanno vinto solo le più forti della Magners. Per noi era importante riprendere il nostro modo di giocare».      Come vede la squadra?       «Abbiamo commesso forse qualche errore di troppo, sbagliando alcuni passaggi, in avanti eravamo un po’ piatti. Ma era passato molto tempo dall’ultima gara a in casa, i ragazzi erano forse nervosi, sentivano la partita. Comunque abbiamo dimostrato di aver imparato. Sono stati commessi meno errori delle partite precedenti, oppure li abbiamo recuperati meglio. Gli avversari ormai conoscono il nostro stile di gioco, quindi non siamo più una sorpresa. Quest’anno è stato formativo, sia a livello tecnico ma anche a livello di gestione fisica, di logistica coi viaggi frequenti… siamo cresciuti tutti, gettando le basi per la prossima stagione».       Giovedì di nuovo in trasferta… che partita ha in mente?       «Cardiff è importantissima per noi. Vogliamo vincere una sfida all’estero, ora abbiamo meno pressioni, non abbiamo nulla da perdere. Sarà difficile perchè loro vogliono accedere ai play off. Ma ad inizio stagione lo sapevamo: per noi sarebbero stati tutti dei test match».      Cosa chiede ai suoi giocatori, ora?       «Dopo la gara coi Dragons abbiamo parlato molto. Abbiamo tracciato una linea: quello che era stato fatto non bastava più, iniziava per noi una nuova stagione. Tutti i giocatori sanno che devono dare di più. Se faremo bene in queste ultime due partite, aumenterà il nostro bagaglio di esperienza che fungerà già da preparazione per il prossimo anno».
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MISCHIA APERTA di Antonio LIVIERO

Formula Treviso: difesa, disciplina e super De Waal

La Celtic celebra l’ottavo successo del Benetton. E’ stato un pomeriggio di sofferenza e infine di gioia sulle tribune di Monigo. Un sabato da ricordare. La trama della partita è vissuta in equilibrio continuo su un filo ad alta tensione. Il combattimento ha avuto il sopravvento sulla tecnica di gioco. Ma non è mancata qualche bella intenzione trevigiana. Certe corse di Williams (pur non immune da errori) e di Nitoglia sono sempre in grado di emozionare e sarebbe stato interessante vedere le loro combinazioni in capo a un movimento di linea capace di stringere la difesa e di metterli sullo spazio anziché nel sacco di una ruck.       Ci sono stati anche pezzi di bravura rari, come quello di Willem De Waal. Il suo drop da oltre 40 metri è stato monumentale. Prima di tutto per l’intuizione e la prontezza. Poi per l’abilità nel nascondere le intenzioni. Una frustata improvvisa mentre il sudafricano sembrava intento ad altro. Era abbastanza angolato. Gli scozzesi hanno capito tardi. Sono rimasti immobili con naso al cielo e lo stupore in faccia. Infine la freddezza e l’assoluta fiducia. “WDW” sa di poter fare certe cose. E le fa. Il contrario di quanto accaduto al Benetton nel gioco di passaggi, a volte carichi di precipitazione: o troppa forza o poca accuratezza. Forse col dubbio della riuscita.      De Waal ha meritato il premio di uomo del match non tanto per il drop e per la partita che ha confermato le sue qualità balistiche oltre che una presenza fisica e difensiva che fanno di lui un’apertura completa. Ma per la resistenza. Tra Super 14, Currie Cup e Celtic League Willem è sulla giostra da 15 mesi. Robe d’altri tempi. Nonostante Franco Smith abbia fatto il possibile per gestire le sue energie, credo che il meglio di WDW lo vedremo la prossima stagione. Quando sarà più dentro al gioco e il Benetton saprà adattare al meglio l’organizzazione tattica alle sue caratteristiche. In primis al piede per una più incisiva occupazione del campo.      Ma sarebbe sbagliato ridurre il successo del Treviso al numero dieci. Le due D, difesa e disciplina, sono state altrettanto importanti. Oltre beninteso al carattere che è il sale del combattimento. E di questo Benetton. Il sistema difensivo in pressione controllata messo in campo da Smith ha dato prova della pasta di cui è fatto nell’ultima interminabile sequenza della partita: una decina e oltre di fasi con i Warriors, fisicamente attrezzati e ben organizzati a terra, che sembravano avere la forza quanto meno per ottenere la punizione del pari. Invece zero falli: pazienza, disciplina, ripiazzamento continuo. E avanzamento della linea. Avanti così ad oltranza, fino al primo errore. Un altro minuto e qualche tifoso avrebbe rischiato l’infarto. Ci sono rimasti male gli highlanders. Erano venuti per vincere. E da quel che si è visto ne avevano i mezzi fisici, mentali e di organizzazione. Solo non conoscevano la formula 2D+WDW: difesa, disciplina, De Waal. Funzionerà anche fra tre settimane con l’Edimburgo?
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Munster sicuro del primo posto

Munster matematicamente certo del primo posto nella regular season di Magners League a due giornate dal termine. Classifica: Munster 75, Leinster 61, Ulster 59, Ospreys 58, Cardiff 56, Scarlets 52, Dragons 44, Edimburgo e Connacht 39, Treviso 34, Glasgow 33, Aironi 11. Giovedì Cardiff-Treviso. Venerdì: Ulster-Connacht e Glasgow-Scarlets. Sabato: Aironi-Leinster.
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Dopo la vittoria contro gli Warriors i Leoni non sono più penultimi.

Giovedì sfideranno i Blues a Cardiff per il primo successo in Europa

Adesso il Benetton vuole il nono posto.

Alberto POLITA

Una vittoria che significa molto. Il successo del Benetton sul Glasgow, a due giornate dalla fine della prima storica stagione in Celtic Magners League, ha permesso ai Leoni di superare proprio gli scozzesi in classifica, abbandonando così la penultima posizione.       Lasciarsi dietro una formazione straniera (l’ultima piazza è infatti occupata dagli Aironi Viadana) è un sogno che potrebbe diventare realtà. Ma c’è anche chi azzarda il nono posto, perchè il Connacth è capitolato in casa contro il Cardiff, prossimo avversario dei trevigiani nella delicata trasferta di giovedì prossimo.      Contro gli Warriors, il Benetton ha offerto una prova non priva di errori ma carica di grinta e, soprattutto, concentrazione nei momenti decisivi. Assieme alle magie del sudafricano De Waal, c’è senza dubbio da sottolineare la determinazione in placcaggio dei biancoverdi, sintetizzata dalla prova maiuscola di Alessandro Zanni.       Il terza linea di Udine analizza la gara di sabato: «Volevamo dimostrare di fronte al nostro pubblico che questa è una grande squadra – esordisce Zanni – Volevamo dimostrare che nonostante le ultime sconfitte abbiamo l’orgoglio e la volontà di fare bene, di fare meglio, di riprendere a vincere. La partita col Glasgow ha visto molti errori da parte nostra e da parte loro, probabilmente gestendo meglio alcune situazioni in attacco avremmo potuto segnare più mete… ma siamo a fine stagione, è stato un campionato lungo. La squadra vuole dare il massimo fino alla fine e quando c’è questo spirito le cose girano, è andata bene e siamo felici».      In certi frangenti, il pallone sembrava scottare…      «Quando si perde, come successo a noi nelle ultime gare, non fa mai bene. Subito dopo hai tanta voglia di dimostrare, voglia di fare che spesso si tramuta in voglia di… strafare! Qualche mezzo passo in più, qualche errore. Però va anche bene, perchè vuol dire che tutti alzano la mano, tutti vogliono il pallone, vogliono placare, ognuno c’è e vuole dimostrare di meritarsi il campo».      Qual è stata la chiave della partita?      «Oltre alla prova generale del collettivo, sicuramente sono stati decisivi gli ultimi quattro minuti, quando loro attaccavano nei nostri 22 metri.      Abbiamo difeso bene, magari senza avanzare ma tenendo la linea tutti assieme, senza fare fallo che ci sarebbe costato il pareggio».      Per un nazionale come te, cosa significa questa stagione piena di partite impegnative?      «Stiamo vivendo un campionato diverso da quello che conoscevamo, ogni partita è un test match e nelle gare di Celtic affronti poi gli stessi giocatori che sfidi con la nazionale. Si tratta comunque di una crescita per tutto il rugby italiano, per noi del Benetton soprattutto. Ora puntiamo a chiudere bene la stagione».      Giovedì col Cardiff Blues… che partita sarà?      «Loro hanno bisogno di vincere per entrare nei play off, noi andiamo lì per vincere perchè vogliamo il primo successo in trasferta. Siamo tranquilli, vogliamo ottenere il massimo dalle prossime due sfide che ci attendono».      L’ultima gara sarà poi il venerdì 6 maggio contro l’Edimburgo, di nuovo a Monigo.
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ECCELLENZA

 Il Marchiol beffato a Padova

Casellato: «In campo solo noi»

Alberto DUPRE’

Ennesima beffa per il Marchiol Mogliano che fa vedere al Petrarca Padova come si gioca a rugby ma, come spesso accaduto in questa stagione, torna a casa con un misero punticino di bonus.      ” Perdere 14 a 13 dopo essere stati in vantaggio per 13 a 8 brucia, se poi il calcio di punizione decisivo trasformato da Mercier arriva a 1’dalla fine per un fallo dubbio, il fastidio si trasforma in rabbia. Altro episodio contestato è stato il giallo al 5′ della ripresa rifilato ad Edoardo Candiago quando invece l’arbitro Mancini aveva chiuso più di un occhio sui falli di sponda petrarchina. In estrema sintesi la sudditanza psicologica non esiste solo nel calcio ma anche nella palla ovale”.      Parte da qui l’analisi del coach Casellato che non le manda certo a dire: «Ancora una volta siamo stati beffati. È l’ottava partita persa in modo rocambolesco ed è brutto tirare sempre in ballo gli arbitri ma purtroppo c’è qualcosa da rivedere. Il calcio preso all’ultimo minuto è discutibile per non parlare poi del cartellino giallo preso da Candiago alla nostra quarta penalità quando invece il Petrarca ne ha commesse ben 9 non subendo nessun giallo».     Si è dato una spiegazione a questa serie di sviste?      «La classe arbitrale nel dubbio favorisce il più forte. Con una maglia più titolata probabilmente avremmo qualche favore in più. Porto anche l’esempio di quanto la scorsa stagione allenavo un top team come Rovigo. A Parma contro il Gran Ducato abbiamo vinto perché a loro hanno annullato una meta che invece era valida e che a parti invertite forse a noi sarebbe stata concessa.      È dalla partita contro Rovigo che ripeto le stesse cose ma il copione non cambia. Dico solo che contro Lazio, Rovigo, Crociati Parma e Padova avremmo meritato di vincere ed è chiaro che con 12 punti in più sarebbe stato tutto un’altro campionato».      Della prestazione dei suoi ragazzi è soddisfatto?      «In campo si è vista solo la mia squadra, abbiamo come sempre giocato la palla il più possibile. Abbiamo avuto un leggero calo nella ripresa cadendo nel loro gioco fatto di calci. Forse abbiamo avuto un pò di paura di vincere e non siamo riusciti ad ammazzare la partita».       Contro l’Aquila e Lazio ora puntate a vincere?       «Si, intanto puntiamo a battere in casa l’Aquila e poi pensiamo alla Lazio che per ora ha gli stessi nostri punti».

      BURMAN KO – Anche la trasferta di Padova conferma la stagione nera sul fronte infortuni. Nemmeno il tempo di gustarsi il rientro del capitano Silvio Orlando che il seconda linea neozelandese Mark Burman si è procurato una forte botta alla cresta iliaca che quasi sicuramente gli precluderà di giocare le ultime due partite della stagione.…………………………………………………..
Alberto POLITA

FEMMINILE Dopo la vittoria in trasferta di 7 giorni fa altra pioggia di mete con doppiette di Este e Furlan.
Vittoria senza problemi (49-15) per le Red Panthers che rifilano 49  punti, per un totale di sette mete a due, alla Red&Blue Roma, assicurandosi così il passaggio alla finale contro le veneziane del Riviera, match nel quale potranno vendicare la sconfitta del 2010.
Pantere a valanga: è finale con il Mira.
      Le pantere Benetton partivano dal sonore 46-14 rifilato all’andata. Doppiette personali per Michela Este e Manuela Furlan, mentre le altre mete sono state messe a segno da Flavia Severin, Gaia Costa e Federica Renosto. Sempre in testa sin da inizio partita, le trevigiane hanno macinato mete e trasformazioni, lasciando alle avversarie soltanto due realizzazioni nel secondo tempo.      Per le romane non c’è stato scampo, troppa la voglia delle pantere di tornare ancora una volta a disputare la finale scudetto.      Le ragazze di Antonella Rossetti devono infatti ora concentrarsi sulla partitissima di Mantova, in programma sabato 23 aprile, per portare a casa l’ennesimo tricolore.      L’obiettivo è quello di tornare a vincere per riscattarsi dal ko dello scorso anno, al termine di un’annata comunque altamente positiva.

      L’ALTRA PARTITA – Vittoria per il Riviera del Brenta, su Monza (andata 34-0).      MONZA-MIRA 12-31
      Marcatrici: 10 mt Nespoli C. tr Schiavon Ver.; 18 mt Chindamo; 27 mt Cifra; 36 mt Pizzati; II° Tempo; 50 Mt Vaghi tr Schiavon Ver.; 58 Mt Molic tr Schiavon Ver.; 70 Mt Bettolatti tr Virgili.
      MONZA: Bollini (40 Belloni), Magatti, Rochas, Bongiorno, Panizzuti, Virgili, Chindamo, Scotto, Gaudino, Trilli, Borgioli, Calligaro (70 Arpano), Etese (63 Bettolatti), Di Toma (72 Casati), Barazzetta. All. Gaudino C.
      RIVIERA: Ruzza, Cifra (65 Fanfoni), Pizzati, Vaghi (63 Sterzi), Carlet, Schiavon Veronica, Schiavon Valentina, Trevisan, Molic (45/50 Gazzola), Nespoli C., Pantarotto, Gai, Danieli, Vigato, Nespoli A. (60 Gazzola). All. Faggin

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