Strauss-Khan

Sobrio signore francese, serio, moderato e timoroso di Dio, è accusato di sequestro di persona e violenza sessuale ai danni di una lasciva e provocante cameriera di colore che, sembra abbia circuito il povero direttore del FMI fino a farlo degenerare da Dr. Jekyll a Mr. Hyde. Il poveretto ora rischia “solo” settant’anni di carcere, in un bel monolocale a Manhattan, negli Stati Uniti, e gli è stata negata anche la libertà su cauzione. Prima audizione in aula il 20 maggio p.v.
Nessuno si è pensato di gridare “all’arresto a orologeria”, all’uso politico della giustizia” di “agenti di polizia americani comunisti”, di “manette facili”. D’altro canto, se qualcuno, negli Stati Uniti, si azzardasse a fare certe dichiarazioni senza cognizione di causa, sarebbe immediatamente tradotto in carcere.
Qui in Italia, invece, uno come Strauss-Khan, dopo quello che ha fatto, sarebbe candidato alla Presidenza Del Consiglio o, quantomeno, ad un posto al Senato; parteciperebbe ai talk show, sarebbe ambito come opinionista da Minzolini, da Vespa e nei tre mefitici canali Mediaset. Sarebbe circondato da fans bavosi e perversi ed idolatrato sulle note di “Meno male che Dominique c’è”.
Avrebbe avvocati-servi che gli predisporrebbero leggine su misura, essendo lui soltanto l'”utilizzatore finale” della cameriera stuprata (meglio ancora se fosse stata minorenne! Sai che botto?).
In America non scherzano. Qui, invece, Cicchitto si sarebbe indignato, Gasparri avrebbe farfugliato, sputando, qualcosa di incomprensibile, come sempre, e La Russa avrebbe velatamente evidenziato che, in fondo, la cameriera era di colore.
Mi auguro che, nel prossimo viaggio negli States, anche al nostro maiale di Stato venga il prurito al basso ventre e si comporti come Strauss-Khan: che bello sarebbe vederlo sbavare, ringhiare e inveire contro la Magistratura americana da dietro le sbarre.
Dispiacerebbe solo per la cameriera di turno…

Franco

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