I bisogni dell’Italia

Alla luce dell’appena trascorsa tornata elettorale, ed in attesa di conoscere i risultati dei ballottaggi, si intuisce che, data l’incapacità dell’opposizione di unirsi contro Berlusconi, ondivaga nelle idee e nelle scelte, a volte inopportune se non rovinose, il futuro dovrà giocoforza essere affidato ad una nuova realtà umana politica ed economica. Gente che con un programma snello e ben definito riesca con intelligenza a riformare un Paese ormai allo sbando in tutto e per tutto, dettando regole nuove prescindendo, e non è nè sarà facile, da pressioni ed interessi personali.
Per il resto, fa piacere vedere Milano risorta nel voto, ma non è ancora finita. Gli scherani di B. stanno già gestendo il contrattacco.
Riguardo Napoli, grida ancora vendetta la divisione nell’opposizione, che ha lasciato via libera alla destra per il ballottaggio, dividendo l’elettorato tra il voto al candidato del centro sinistra e quello dell’IDV. Quando finirà questa tradizione di perdente, che l’opposizione si trascina almeno dai tempi di D’Alema e dell’inciucio della Bicamerale?
Conclusione: non lasciamoci troppo impressionare dalle risultanze del voto di circa un quarto degli aventi diritto. Il problema vero è il ricompattarsi di un’opposizione, nelle idee e nelle scelte di fondo. Se fosse appena appena decente, al centro sinistra basterebbe un dito, oggi, per mettere KO un Berlusconi già stordito a puntino.

Franco

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