Il Mondiale silenzioso. E già scritto

Tra qualche giorno nelle città di Treviso, Padova e Rovigo si disputerà il Mondiale Under20. Un’occasione più unica che rara per pubblicizzare ancora di più il nostro sport. Un’occasione per la federazione italica di ampliare la portata dell’evento e creare interesse attorno a ciò. Naturalmente INVECE l’unico pensiero del geometra di Parma e dei suoi accoliti è quello di riuscire a vendere tutti i tagliandi. E niente più. Poi c’è il lato tecnico già scritto: gli insuccessi dei giovani giocatori italici verranno imputati, con piagnistei ad hoc, alla forza degli avversari e il coach Andrea Cavinato ne uscirà naturalmente indenne e, anzi, con un ulteriore alone di sfortunato tecnico. Lui bravissimo, tutti gli altri furbi approfittatori.
Copioni già scritti, insuccessi che si ripeteranno. Da dodici stagioni abbiamo una nazionale zimbello dell’agone internazionale (quello che conta) e non facciamo niente per toglierci di dosso questo scomodo vestito. E non si fa nulla nemmeno per cambiare in tante altre cose, non solo nel rugby d’Alta Competizione.
In fin dei conti il Re Sole affermò: “Après moi, la déluge”.
Perché mai preoccuparsi di costruire se si può razziare tutto?

Giampaolo Tassinari

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